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Design d’autore: le opere dei maestri architetti rivoluzionari
31 Oct
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Design d’autore: le opere dei maestri architetti rivoluzionari

Articolo scritto da: Attanasio Shop Team Letto: 67

Icone intramontabili, pezzi unici, design rivoluzionario e senza tempo. I più grandi architetti si raccontano attraverso le loro opere, scopriamo insieme le loro storie e le creazioni che li hanno portati ad essere dei Maestri del Design.


Diventare un icona, un maestro per il design internazionale è davvero un grande riconoscimento, dietro la quale si celano dedizione, innovazione e sopratutto genialità. I pezzi prodotti non sono più considerati un semplice “arredo”, ma diventano delle vere e proprie opere d’arte. 

Eero Saarinen, Le Corbusier e Charles Eames sono dei veri e propri artisti, dei pionieri dell’arte e del design: scopriamo insieme le loro opere e le storie che le accompagnano.

Interno del Terminal TWA aeroporto John F. Kennedy by Eero Saarinen

Eero Saarinen: storia e opere

Eero Saarinen è un architetto finlandese, naturalizzato statunitense. La sua vita artistica inizia a Parigi nel 1929, dove cominciò studiando scultura. Successivamente, la sua attenzione si volse all’architettura, che studiò nella famosa università di Yale e portò avanti lavorando nello studio di architettura di suo padre. La sua vita artistica si sviluppò con quella dell’amico Charles Eames; entrambi infatti, parteciparono insieme al concorso “Organic Design in Home Furnishings” organizzato dal Museum of Modern Art di New York nel 1940: Eames e la poltrona organica di Saarinen vinsero il premio.

Le sue opere architettoniche più note sono: il Jefferson National Memorial, l’auditorium di Kresge e la cappella del Massachusetts Institute of Technology. I suoi due ultimi progetti architettonici più noti, sono il Terminal TWA dell’aeroporto John F. Kennedy di New York (lo stesso è stato recentemente convertito in Hotel) e il Terminal dell’aeroporto internazionale di Washington Dulles, che furono avviati da Saarinen, ma che non riuscì a concludere, poiché morì in seguito ad un intervento chirurgico al cervello nel 1961.


La collezione “Tulip”

Tra le icone intramontabili nel mondo del design troviamo la sedia Tulip, disegnata tra il 1955 e 1956. Apprezzatissima ancora oggi, si poggia su una base circolare da cui parte un semplice “stelo” che sorregge la seduta, composta in un'unica scocca e dotata di imbottitura. 

La collezione di mobili Tulip è il tentativo di Saarinen di risolvere il problema delle “gambe” ed eliminare la confusione visiva ed estetica delle stesse. Portando avanti questo suo concetto e la sua visione di “mobile organico” (ovvero il mobile in una singola forma e in un unico materiale, condivisa con l’amico Charles Eames) , riuscì a creare un intera collezione di mobili, estremamente puliti dal punto di vista estetico e formali. 

Serie Tulip, tavolo e sedie by Eero SaarinenCi sono dei dubbi riguardo alla cronologia della serie dei tavoli con piedistallo, ma è certo che le sedie furono sviluppate prima dei tavoli. Si è detto che Saarinen iniziò a disegnare le sedie verso il 1953, mentre sembra che Don Petit, assistente di Saarinen, abbia detto che i primi disegni furono fatti nel 1955 e le versioni finali delle sedie furono finite nel 1956. Il lavoro sui tavoli iniziò dopo il 1956 e fu l'ultima serie di mobili disegnati da Saarinen prima della sua morte prematura avvenuta nel 1961.

La serie Tulip è composta da una poltroncina, uno sgabello e un tavolino tondo. Tutti i pezzi della collezione sono dotati di un unico piedistallo centrale e sono considerati una vera e propria pietra miliare nel mondo del design.



Charles Eames: storia e opere

Charles Ormond Eames è stato un designer, architetto e regista statunitense. Come prima citato fu amico e collaboratore di Eero Saarinen con la quale condivise studi, opere e passione per il design.


“Lounge Chair & Ottoman” (art.716+717) Lounge Chair by Charles and Ray Eames

Questa poltrona con poggiapiedi (tecnicamente chiamati Lounge Chair & Ottoman) è, certamente, non solo il pezzo più conosciuto di Charles e Ray Eames (sua moglie che sposò nel 1941), ma anche una delle poltrone moderne più famose.

Come "status symbol" raggiunge il livello della poltrona che Mies Van Der Rohe realizzò per il Padiglione di Barcellona. Inoltre è famosa per essere una delle più lussuose e comode poltrone moderne mai prodotte. Rappresenterà un notevole contributo degli Eames al disegno moderno degli anni Cinquanta, liberato dalle austere e geometriche forme del design degli anni Venti, verso forme scolpite ed organiche. 

La notevole base a cinque razze in alluminio dipinto nero con parte superiore lucidata fu la prima base in alluminio in pressofusione disegnata da Eames, ed è una delle parti più caratteristiche della poltrona. 

La poltrona Lounge Chair di Eames, è stata la prima sedia progettata per un mercato di fascia alta. Esempi di questi arredi sono parte della collezione permanente del Museum of Modern art di New York (MOMA). Gli Eames credevano che il design si rivolgesse alla necessità. In questo caso, la necessità era un “rifugio speciale dalle tensioni della vita moderna”. 


Le Corbusier: storia e opere

Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret-Gris, è considerato tra le figure più influenti e di spicco nella storia dell’architettura contemporanea. Nato nel 1887, è stato un architetto, urbanista, pittore e designer svizzero naturalizzato francese.

Agli inizi della sua carriera, riscontrò scetticismo nelle sue opere, poiché ritenute troppo rivoluzionarie e sovversive nelle apparenze; ciò nonostante, la sua particolare concezione del design, gli fece guadagnare un vasto riconoscimento professionale.

Il designer Le Corbusier, è stato uno dei primi architetti a volgere la propria attenzione al design e alla funzionalità di ciò che veniva progettato. L’architetto svizzero aveva l’obiettivo di riuscire a proporre un nuovo modo di vivere gli spazi quotidiani sia attraverso progetti innovativi, sia attraverso gli arredi che lo completavano. I suoi progetti hanno fatto la storia del design europeo.

     Lampe de Marseille Mini by Le Corbusier

La “Lampe de Marseille” e la lampada “Projecteur”


La Lampe de Marseille viene progettata tra il 1949 e il 1952, così denominata dal progetto per l’Unitè d’Habitation per la quale venne disegnata. Realizzata in alluminio, il suo design ci ricorda che è ispirata volutamente alle lampade di illuminazione industriale e quindi il suo design è semplice ed essenziale.

A caratterizzare il design della Lampe de Marseille, è il diffusore in alluminio tornito con due riflettori che orientano il fascio luminoso in direzione opposta, creando così un doppio effetto di luminosità: diretta e diffusa. Gli snodi posizionati sul braccio permettono la rotazione rendendola orientabile dove necessario, nonostante sia ancorata alla parete.

L’estetica essenziale di questa lampada, le ha permesso di mantenere intatto nel tempo tutto il suo fascino di “grande classico”, capace di perdurare nel tempo e non passare mai di moda; realizzata anche nella versione Lampe de Marseille Mini mantiene intatte tutte le sue qualità anche nella riduzione in scala.

Tra i migliori progetti architettonici di Le Corbusier, troviamo anche la lampada Projecteur, disegnata da Le Corbusier per illuminare l’Alta Corte di Chandigarh in India nel 1954. Questa lampada dal design essenziale e moderno si presta a sorgente luminosa ideale in ogni ambiente interno ed esterno, un pezzo di sotria del design attualissimo e versatile.

Attualmente prodotta da Nemo è disponibile nella versione standard e mini, per ambiente interno ed esterno, orientabile, a pinza, a parete e a sospensione. Il corpo della lampada è in alluminio verniciato, il vetro diffusore è bombato e sabbiato internamente.

Lampada a sospensione Projecteur 365 by Le Corbusier


The details are not the details. They make the design. 

Cit. Charles Eames

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